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Decreto Sud, tutto quello che c’è da sapere sul provvedimento che è diventato legge

Con 276 voti favorevoli e 121 contrari la Camera ha dato il via libera definitivo al decreto per il Mezzogiorno. Vediamo con 5 domande e risposte di cosa si tratta.

Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, sono le sette regioni alle quali sono destinate le agevolazioni previste dal provvedimento, che mette a disposizione del Mezzogiorno circa 3,4 miliardi di euro stanziati per misure ripartite fino al 2025. Ma vediamo come sono stati ripartiti i fondi:

  • “Resto al Sud” (1,25 miliardi fino al 2020): per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia da parte di giovani residenti dai 18 ai 35 anni nei settori dell’artigianato, dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura, o imprese relative alla fornitura di servizi, compreso il settore del turismo. Si tratta di un finanziamento fino a 50mila euro per ogni singolo richiedente ma la misura può arrivare fino ad un massimo di 200mila euro per le domande presentate da più richiedenti che si costituiscono o sono già costituiti in società, comprese le cooperative. Il 35% è a fondo perduto e il 65% è un prestito a tasso zero da rimborsare, complessivamente, in otto anni di cui i primi due di preammortamento.
  • Imprenditoria giovanile in agricoltura: la misura “Banca delle terre abbandonate o incolte” prevede che i Comuni identifichino i terreni e le aree edificate di cui sono titolari che risultino in stato di abbandono da lungo tempo (almeno 10 anni): questi terreni, a seguito di bando pubblico, possono essere assegnati in concessione, per un periodo non superiore a nove anni, sulla base di un progetto di valorizzazione specifico presentato da giovani tra 18 e 40 anni. Viene istituito poi un fondo da 200 mila euro per interventi urgenti a favore di attività di ricerca nel comparto agricolo per la prevenzione dei danni causati dal coleottero da virus e batteri, tra cui il coleottero di origine asiatica Xylosandrus compactus che ha causato danni in particolare ai carrubi nella regione Sicilia.
  • Viabilità: 750 milioni per il potenziamento della viabilità in Calabria e 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2025 per interventi di ripristino e messa in sicurezza dell’Autostrada dei Parchi A24-A25.
  • Terremoto: si va da 100 milioni di euro per la rimozione delle macerie del terremoto che si è abbattuto nel 2016 in centro Italia al via libera alla proroga dello stato di emergenza fino al 28 febbraio e si prevedono tempi più lunghi per la documentazione legata alle domande. Saranno inoltre escluse dal pagamento della tassa di successione le case che hanno subito danni gravi a causa del sisma nel Centro Italia, cioè quelle che siano state abbattute o dichiarate inagibili. Via libera a misure per assicurare il regolare avvio dell’anno scolastico e la prosecuzione delle attività didattiche.
  • ZES: ovvero Zone Economiche Speciali (ma con porti): per favorire la crescita economica in alcune aree del Paese ciascuna Regione meno sviluppata e in transizione potrà presentare una proposta di istituzione nel proprio territorio, o al massimo due proposte ove siano presenti più aree portuali che abbiano le caratteristiche stabilite dal regolamento europeo o in forma associata se non posseggono zone portuali. Le imprese che effettuano investimenti all’interno delle Zes possono utilizzare il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi nel Mezzogiorno nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro. Inoltre l’agevolazione per tali zone è estesa fino al 31 dicembre 2020.
  • Traporti: ovvero la norma “salva Flixbus”: nel decreto è stata introdotta una norma che rimette in gioco la tedesca Flixbus; operatore low cost nel trasporto di linea su autobus a media e lunga percorrenza che non gestisce trasporti ma che si appoggia a società che fanno questo servizio. Con Flixbus vengono rimesse potenzialmente “in moto” tutte le aziende con il medesimo modello di business.

 

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