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Cercasi “imprenditori sociali” per rilanciare l’area mediterranea. La scommessa che parte da Torino ma punta dritto al Sud

L’Agenzia delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (Unido) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino lanciano “Entrepreneurs for Social Change”, per formare e sostenere 25 giovani “imprenditori sociali” dell’area euro-mediterranea. Il progetto aiuterà gli imprenditori euro-mediterranei under 35 a specializzarsi in settori industriali particolarmente promettenti, puntando in particolare sull’economia verde per il 2017 e 2018, sulle industrie creative e sull’imprenditoria digitale negli anni successivi. Il programma si focalizzerà sulla creazione di nuovi posti di lavoro, a partire dai Paesi dove forte è il fenomeno migratorio. Il bando selezionerà i migliori giovani talenti presenti nei 26 Paesi con sbocco sul Mediterraneo. I vincitori parteciperanno al training a Torino in autunno. Successivamente, e per un anno, ai 25 selezionati verranno forniti gli strumenti e le tecniche più efficaci per avviare o ingrandire un’impresa sociale nel proprio Paese d’origine: la formazione riguarderà temi quali business sociale, fundraising, marketing, leadership e dialogo interculturale, tutti fattori chiave del successo nell’imprenditoria sociale.

“Il nostro obiettivo – sostiene il presidente della Fondazione Crt, Giovanni Quaglia – è formare una nuova generazione di imprenditori, capaci sia di creare opportunità d’impiego, sia di essere “ambasciatori” di un cambiamento positivo attraverso il dialogo, la conoscenza, il rispetto reciproco al di là delle divisioni. Anche così si costruiscono “ponti” in una regione del mondo segnata da grandi sfide, come l’emergenza migranti, le difficoltà di occupazione specie tra i giovani e le donne, le tensioni politico-sociali, le ferite degli estremismi e dei conflitti”. “E4sc”, giunto quest’anno alla quarta edizione, è stato ideato e realizzato dalla Fondazione, in collaborazione con le Nazioni Unite -ricorda il segretario generale della Fondazione Crt Massimo Lapucci- Il progetto vuole essere innanzitutto una scommessa sul futuro del Mediterraneo: puntiamo sui giovani di talento, che sono un elemento strategico per lo sviluppo e la crescita di ogni società. I giovani imprenditori sociali che verranno temporaneamente a Torino dai vari paesi dell’area euro-mediterranea, costituiscono un vero e proprio ponte con il nostro territorio, contribuendo a rafforzare i legami con i vari paesi soprattutto nel medio e lungo termine”. “La zona euromediterranea – spiega il direttore dell’Unido Li Yong – vive una fase turbolenta, dove una persistente instabilità economica si mischia a crescenti fenomeni migratori difficili da gestire. L’imprenditoria sociale può essere un veicolo di sviluppo e coesione: può avere successo solo grazie allo sforzo congiunto di governi, organizzazioni internazionali, enti non profit e imprese private. Questo è l’obiettivo di Entrepreneurs for Social Change e della nostra partnership con la Fondazione Crt”.

Nei tre anni di sperimentazione che hanno preceduto il lancio del nuovo programma di Fondazione Crt con l’Onu, “Entrepreneurs for Social Change” ha selezionato e formato 60 “imprenditori sociali”. Le candidature, provenienti dai 26 Paesi del Mediterraneo, sono quasi quadruplicate, passando da 350 nella prima edizione sperimentale del 2013 a oltre 700 nella seconda, fino al picco di 1.230 nella terza (a fronte di 20 posti disponibili ogni anno). Alcuni partecipanti, proprio grazie al programma della Fondazione torinese e delle Nazioni Unite, sono stati eletti tra i migliori giovani imprenditori del proprio Paese, e hanno potuto ampliare opportunità di impiego, budget e beneficiari delle proprie attività fino a 10 volte di più rispetto all’inizio della propria attività.

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